Amici di Scolopax
Amici di Scolopax - Natura e Passione

Il bosco delle parole

31.05.01

Il Delfino dell'aria e della Terra
di Claudio Di Addezio

 

È stupida? È astuta? Questa la domanda chiave, della porta <<beccaccia>>; potrebbe aprirci verso altri misteri: la soppressione dell'emanazione, l'appollaiarsi sui rami, la beccaccia infermiera...

Sei un beccacciaio, hai la tua opinione, maturatasi con anni di esperienze avute nella caccia ed alla ricerca dedicate a questo affascinante selvatico. Il migliore per tutti noi, in ogni caso; sia se sei convinto assertore della sua stupidità, sia se della sua astuzia. Non è forse l'uomo a secondo delle circostanze della vita, ad essere astuto, intelligentissimo oppure stupido?
Chi, il più furbo tra noi non ha provato l'amarezza, del così noto << mopmento del coglione>>?
La persona più scaltra di questa terra, sono convinto, preso da una personale debolezza, o da un caso particolare, può diventare per un attimo il più fesso.

È proprio in virtù di questo che sono dell'idea che la Regina del bosco sia tra gli animali più vicini all'uomo.
La paragono al delfino che tra i mammiferi, è indubbiamente tra i più simili alla nostra intelligenza.

La beccaccia è il delfino dell'aria e della terra, a volte ci appare stupida.
E quante volte, se ci pensiamo bene, per la sua confidenza e cordialità verso l'uomo; il delfino potrebbe sembrare stupido?
Non lo pensiamo,solo perchè di fronte ad un delfino l'uomo non si paventa, pronto con il fucile ed il cane a minacciarlo.

Ricordo il racconto di Liberto: <<Caro Claudio, la beccaccia è un uccello stupido. Parecchi anni fà, mentre cacciavo con il mio compagno, il cane fermo sull'arcera, io pronto da un lato della siepe, lui dall'altro, sento il frullo, non lo sparo.
Al suo posto invece un esclamazione di meraviglia, da parte del mio amico. Lo scolopacide frullando aveva battuto contro il calcio del suo fucile ed era lì a terra pronta per essere deposta nella cacciatore.>>.

Ed allora in replica a questo; io mi ricordo, di quella volta che insieme al mio ausiliare, dopo aver levato una beccaccia più volte; questa, per sfuggirci và ad appollaiarsi sopra un ramo di quercia, situata in una radura, forse stanca di volare, per guadagnare la macchia, distante? Forse una mossa astuta, per depistarci? Fatto sta che qualche istante dopo, vistomi dirigere verso di lei, la mordorée si invola di nuovo, passandomi sopra, a tiro, finendo così; nello stesso posto, dove molti anni prima era finita la <<stupida beccaccia>>, dell'amico di Liberto.
Ripenso a quando in Sila, una Regina, alzata da un amico, passava volando, vicino a me   e alla mia Cherie con il suo tipico cro-cro / cro -cro / cro-cro. Avvertiva così la congenere in terra, la quale frullando rapidamente e passandomi sopra, veloce come un tornado non potè che carpirmi due colpi di fucile, caricato conm cartucce a polvere <<stupore>>; tipo di polvere da sparo che per il cacciatore di beccacce, è quasi sempre inefficace e quindi sinonimo di grosse <<padelle>>.

Cari amici quante volte ci sentiamo osservati nel bosco?
Quante volte, avvertiamo la sua presenza senza vederla?
E questo ci dà forti emozioni. Non è così?
Cerchiamo, allora, di essere come i veri pescatori; quando capita un delfino nella rete ridiamogli la libertà e facciamola librare nell'aria, affinchè, possa nuovamente emozionarci, percependone la propria presenza; quando è vicino a noi, nella magica atmosfera del bosco.

Claudio Di Addenzio

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