Amici di Scolopax
Amici di Scolopax - Natura e Passione

Il bosco delle parole

09.02.02

Sulla soppressione dell'emanazione
Esperienza di caccia (Dicembre 1996)
di Dino Scagliola

Sabato 28 dicembre, penultimo giorno di caccia, ore 8.00.
Giornata fredda (il termometro segna - 4), cielo coperto, località Betlemme, - ATC AT1 -  oggi caccio da solo in compagnia del mio ausiliare Aramis, setter bianco e nero di sette anni.
Venti giorni prima, nello stesso luogo avevo levato tre Regine senza colpo ferire.
Conformazione del territorio, zona collinare, rigagnolo, d’acqua sorgiva incassato in una stretta gola,
le cui sponde sono coperte da una ricca vegetazione di sambuchi, rovi, pruni selvatici.
Il corso d’acqua nasce a metà collina in mezzo ad un bosco di gaggie, castagne, quercioli e viene a perdersi nella rete fognaria nei pressi della strada asfaltata, l’unico luogo, forse in una giornata simile con il terreno ghiacciato e coperto di brina é possibile reperire lo scolopacide.
Infatti.., non sono trascorsi dieci minuti da quando ho abbandonato l’auto nel piazzale ai bordi della strada ed Aramis si è infilato nel groviglio di rovi, sambuchi, pruni selvatici a fianco del ruscello che il campano tace.
Intravedo il cane fermo in mezzo alla vegetazione con il muso rivolto verso la sponda sinistra (io sono sulla destra), mi porto più avanti al pulito dove posso sparare ……venti giorni prima la beccaccia mi aveva rubato due fucilate e se n’era andata indenne ….. il cane rompe, guida di qualche metro ed è di nuovo fermo, ad un certo punto sento il frullo della regina che s’incolonna dieci metri più avanti... lascio partire due fucilate sulla seconda la vedo cadere rotta d’ala in mezzo ad un folto capanno d’arbusti, marco il posto... se avesse percorso ancora qualche metro sarebbe caduta in una piccola radura sovrastante in pratica al pulito... .Incito il cane nel riporto... “Porta ….. Porta!”....
Aramis corre su e giù per la riva scoscesa... passa due, tre volte nel punto dove ho visto cadere la Beccaccia … Niente! — ed il mio cane è uno che recupera e riporta-...

Lo chiamo e lo calmo, lo invito nuovamente al riporto... E’ un passa e ripassa nello stesso luogo …. Niente!
Sono trascorsi esattamente venticinque minuti.

Decido, allora di portarmi all’esterno sulla riva sinistra e di mandare il cane sotto...
Ora sono esattamente al di sopra del punto dove ho visto cadere lo Scolopacide, incito il cane …. scende e sale la spalletta in mezzo all’intrigo di rami ... sembra marcare... accenna una ferma.. niente...
Riparte esce nella radura ed inizia a girovagare svogliato... Incomincio a spazientirmi, lo richiamo me la prendo con lui.
Povero cane! ... E’ trascorsa quasi un’ora ... “Eppure lo vista cadere... !“
Richiamo il cane, lo lego con il guinzaglio ad una gaggia li vicino...
Lui si acciambella e si lecca la coda insanguinata e scorticata dai rovi...
-Farò io il cane, prendo dalla tasca il coltello mille usi dotato di seghetto e cerco di aprirmi un varco tra rovi e sambuchi, carponi in mezzo ai rami contorti e le spine che mi bucano la faccia e le mani ….. Sono imbestialito!

Trascorrono ancora una decina di minuti.., quando dopo essere riuscito a percorrere alcuni metri.., la vedo li, viva, a mezzo metro da me che muove la testa con l’ala sinistra ..... un balzo e la placco come il miglior giocatore di rugby lascio un brandello di pelle del mio naso attaccato ad una spina... riguadagno la radura... la esamino ancora viva.., e una vecchia rossa non tanto in carne (pesata a casa risulterà di tre etti).
Pongo fine alle sue sofferenze.. la faccio annusare ad Aramis, che adesso l’abbocca… e la caccia riprende.

Dal momento in cui ho sparato al ritrovamento sono trascorse quasi due ore.

Dino Scagliola

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