Sulla soppressione
dell'emanazione
Esperienza di caccia (Dicembre 1996)
di Dino Scagliola
Sabato 28 dicembre, penultimo giorno di caccia, ore 8.00.
Giornata fredda (il termometro segna - 4), cielo coperto, località Betlemme, - ATC AT1 -
oggi caccio da solo in compagnia del mio ausiliare Aramis, setter bianco e nero di
sette anni.
Venti giorni prima, nello stesso luogo avevo levato tre Regine senza colpo ferire.
Conformazione del territorio, zona collinare, rigagnolo, dacqua sorgiva incassato in
una stretta gola,
le cui sponde sono coperte da una ricca vegetazione di sambuchi, rovi, pruni selvatici.
Il corso dacqua nasce a metà collina in mezzo ad un bosco di gaggie, castagne,
quercioli e viene a perdersi nella rete fognaria nei pressi della strada asfaltata,
lunico luogo, forse in una giornata simile con il terreno ghiacciato e coperto di
brina é possibile reperire lo scolopacide.
Infatti.., non sono trascorsi dieci minuti da quando ho abbandonato lauto nel
piazzale ai bordi della strada ed Aramis si è infilato nel groviglio di rovi, sambuchi,
pruni selvatici a fianco del ruscello che il campano tace.
Intravedo il cane fermo in mezzo alla vegetazione con il muso rivolto verso la sponda
sinistra (io sono sulla destra), mi porto più avanti al pulito dove posso sparare
venti giorni prima la beccaccia mi aveva rubato due fucilate e se nera
andata indenne
.. il cane rompe, guida di qualche metro ed è di nuovo fermo, ad un
certo punto sento il frullo della regina che sincolonna dieci metri più avanti...
lascio partire due fucilate sulla seconda la vedo cadere rotta dala in mezzo ad un
folto capanno darbusti, marco il posto... se avesse percorso ancora qualche metro
sarebbe caduta in una piccola radura sovrastante in pratica al pulito... .Incito il cane
nel riporto... Porta
.. Porta!....
Aramis corre su e giù per la riva scoscesa... passa due, tre volte nel punto dove ho
visto cadere la Beccaccia
Niente! ed il mio cane è uno che recupera e
riporta-...
Lo chiamo e lo calmo, lo invito nuovamente al riporto... E un passa
e ripassa nello stesso luogo
. Niente!
Sono trascorsi esattamente venticinque minuti.
Decido, allora di portarmi allesterno sulla riva sinistra e di
mandare il cane sotto...
Ora sono esattamente al di sopra del punto dove ho visto cadere lo Scolopacide, incito il
cane
. scende e sale la spalletta in mezzo allintrigo di rami ... sembra
marcare... accenna una ferma.. niente...
Riparte esce nella radura ed inizia a girovagare svogliato... Incomincio a spazientirmi,
lo richiamo me la prendo con lui.
Povero cane! ... E trascorsa quasi unora ... Eppure lo vista cadere...
!
Richiamo il cane, lo lego con il guinzaglio ad una gaggia li vicino...
Lui si acciambella e si lecca la coda insanguinata e scorticata dai rovi...
-Farò io il cane, prendo dalla tasca il coltello mille usi dotato di seghetto e cerco di
aprirmi un varco tra rovi e sambuchi, carponi in mezzo ai rami contorti e le spine che mi
bucano la faccia e le mani
.. Sono imbestialito!
Trascorrono ancora una decina di minuti.., quando dopo essere riuscito a
percorrere alcuni metri.., la vedo li, viva, a mezzo metro da me che muove la testa con
lala sinistra ..... un balzo e la placco come il miglior giocatore di rugby lascio
un brandello di pelle del mio naso attaccato ad una spina... riguadagno la radura... la
esamino ancora viva.., e una vecchia rossa non tanto in carne (pesata a casa risulterà di
tre etti).
Pongo fine alle sue sofferenze.. la faccio annusare ad Aramis, che adesso
labbocca
e la caccia riprende.
Dal momento in cui ho sparato al ritrovamento sono trascorse quasi due
ore.
Dino Scagliola |