I Forum di Scolopax rusticola
I Forum di Scolopax rusticola

logogrande_autore

 

Primavera 1997


Ancora alcuni anni fa emeriti beccacciai predicavano di non parlare della beccaccia.
A dire il vero anche io avvertivo pesanti retrogusti quando apparivano con sempre maggior frequenza articoli su periodici specializzati, non certo per l'iniziativa, ma spesso per temi e contenuti.
Del resto anche nella bibliografia della beccaccia ci sono tratti che non solo sono anacronistici, ma anche di dubbio gusto (posta alla beccaccia).
Sono convinto, oggi come e più di ieri, che la beccaccia non è mai stato patrimonio di pochi eletti (anzi!!). Sostenere che sarebbe bastato non parlarne per evitare la diffusione della caccia alla beccaccia era solo utopia.
Piuttosto proviamo a guardare alle nostre spalle (mea culpa), agli anni di spregiudicata follia gestionale del nostro patrimonio faunistico e della dissennata cultura ambientalista.
Gli incontri e i carnieri di beccacce riportati da illustri beccacciai, e dai tanti altri che hanno scritto, fotografato, mostrato e raccontato fanno parte della storia, del trascorso, del passato, e vanno ricordati come tali, antica realtà di beccacciai, nulla di più.
Lo scrivere della Beccaccia in numeri riesumando carnieri, foto con mazzi di beccacce, e i racconti di cacciatore piene, e di nuovo di grandi carnieri, e.... insomma, qui nessuno porta l'aureola, e la psicologia del cacciatore è quella che è.
Ci si dovrebbe solo chiedere se era proprio "educativo" oltre che "informativo" scrivere della beccaccia in questo modo.

Bruciano montagne intere, e quando non ci riesce il fuoco, niente paura ci provvede l'inquinamento, e se non bastasse, l'uomo provvede a deforestare in nome della civiltà (quale civiltà, e in nome di chi?), e quando la montagna ferita gemita ecco pronte le strade che la traffigono, poi arriva l'urbanizzazione che fa il resto, e decreta la morte della natura.
Con la morte del bosco scompare il biotopo indispensabile a tante specie animali, tra cui la beccaccia.

La mia cultura venatoria mi impedisce di pensare di dover rinunciare ad andare per boschi dietro ad una coda sfrangiata, ma la mia educazione venatoria, mi induce a ritenere indispensabile tutelare e proteggere l'oggetto delle mie più care e belle emozioni.

L'importanza dell'informazione, la sua sana e corretta applicazione, intesa davvero in senso universale e qualunque sia la sua fonte, concede spazio per nuove riflessioni e motivi di crescita.
Per contro è la disinformazione e la malinformazione che sono parenti dell'ignoranza e compagne del malcostume.

Parliamo della beccaccia, diffondiamo la sua cultura, raccontiamo del suo fascino e dei suoi misteri, lasciamola amare, facciamo si che non sia considerata solo come un trofeo da mostrare e da raccontare al circolo, emarginiamo gli sparatori ad ogni costo, i megalomani della domenica, gli esibizionisti del bar accanto.

La necessità di sviluppare una cultura ambientalista, di protezione, gestione e tutela della beccaccia è dovere di ogni buon cacciatore.
La beccaccia è patrimonio dell'umanità, lasciamo che sia ancora lei a riempire i sogni dell'ingrato bipede.

alex.jpg (3341 Byte) Alessandro Tedeschi