| Notizie storiche
Numerore ipotesi si sono fatte sulla origine del pointer.
Notizie risalenti al 1805 dove il Seydeman testimonia che il pointer proviene dalla penisola iberica, e tal proposito
ricorda che il baronetto Beckell di Norfolk acquistò alcuni esemplari provenienti dal Portogallo.
Tra l'altro già verso la fine del 1700 si parla di spanish-pointer.
Diverse altre tesi lasciano invece risalire l'origine del Pointer
al perfezionamento del pointer francese. Questi tesi è sostenuta tra gli altri da un
certo Dott. Tschudy.
Le teorie sono tante e diverse, alcuni sostengono che il pointer
sia nato da incroci del bracco spagnolo ed italiano con il foxhound, e questa pare sia tra
le teorie più accettate.
Altri invece che partirebbero dalla Francia con il pointer-francese.
Nella diatriba sulla origine della razza si inserisce anche Enrico Zimmermann che in un suo trattato
del 1933 asserisce che il pointer sia l'incrocio tra il pointer spagnolo e il foxhound.
Nel 1925 Giovanni Pastrone,
sostenne che l'incrocio del pointer con il foxhound sia avvenuto verso il 1800,
attribuendo la paternità della razza al colonello
Thornton che ebbe il famoso quanto imbattibile Dash, nato da madre pointer e padre
foxhound.
Il Piastrone fà riferimento anche ad un altro cane altrettanto famoso: Drake di Garth.
Lo stesso Arkwright decanta
questo cane per la "sbalorditiva" velocità ( e qui è meglio soprassedere sulle
stimate quando fantasiose velocità ; 60 Mph ovvero circa 100 Kmh).
Nella creazione del pointer la volontà degli inglesi fù comunque sicuramente quella di
creare una macchina da corsa.
La storia del pointer si fissa verso il 1850, quando i destini
della razza si trovarono nelle mani di possidenti inglesi quali Lloyd Price, Richard Gath, Lord Derby, George Moor, Edge, Mattingley ,
Whitehouse ed altri.
Questi allevatori riuscirono ad eliminare nei soggetti ottenuti la tendenza ereditata dal
foxhound di "pistare".
Fu in questo periodo storico che furono fissate le caratteristiche del pointer che sono
arrivate sino a noi oggi.
Quattro furono gli stalloni che posero le pietre genetiche su cui si è costruita la razza
senza dover più incorciare con il foxhound; Major di
Statter, Bounce di Brokton, Hamlet di Whitehouse e Drake di Garth.
Da Hamlet pervenne un maschio
chiamato Bang e da Bounce una femmina chiamata Vesta. Dall'accoppiamento di questi due
cani presso l'allevamento Sam Price, nacque il famoso Campione Bang (1930) che figura nelle genealogie di tantissimi pointers diventati poi
famosi.
Furono allevatori inglesi come J.Bishop, il dottor
Salter, Fred Lowe, W. Arkwright, veri amatori dalle
inesauribili energie, che hanno regalato agli amanti della caccia il magnifico, splendido,
elettrizzante pointer dalle ferme improvvise di una assoluta immobilità, tanto da
chiamarle "catalettiche".
Somaticamente fummo noi italiani i più ortodossi tutori della tipicità del pointer.
Le prime importazioni in Italia di pointers risalgono ad un periodo
a cavallo tra la fine dell' ottocento e l'inizio del novecento.
Il primo importatore dall'Inghilterra e dal Belgio fu l'Ing.
Luigi Morosetti che con l'affisso "Iriae" produsse soggetti che si
distinsero sia in prove che in esposizioni.
Nello stesso periodo ben figurarono soggetti provenienti dai canili di Imperiae di Amoretti, del Trasimeno di Vignoli, di Suno di Voli,
Vigodarzese di Tiozzi, of Bang di Ortali, di San Gaudenzio di Rino Radice, Vercellensis di
Rosa, del Tirreno, etc.
I primi campioni della razza furono proclamati nei primi anni del novecento e dopo la
pausa del primo conflitto mondiale nel 1922 fu eletto campione Reno 2° di Vittorio Fasce. In tale periodo
gli stessi soggetti partecipavano disinvoltamente sia alle prove che alle esposizioni a
dimostrazione del buon lavoro fatto dagli allevatori dell'epoca, tra i quali Morosetti,
allevatore tecnicamente preparato, che già attribuiva alle fattrici la stessa importanza
dello stallone.
Erano quelli gli stessi anni in cui si cominciavano ad organizzare le prime prove su
starne, le più idonee a collaudare le qualità naturali dei soggetti partecipanti e
quindi a segnalare i migliori riproduttori.
Ma la vera storia del pointer in Italia inizia al Sud con l'allevamento
Lucaniae di Filippo Rautiis che con l'importazione dalla
Danimarca di Romby's Fiks e
l'immissione di sangue francese "du Harlay" attraverso Florant e di sangue svizzero dei Valesia attraverso Barnabè ottenne soggetti come Lucaniae Fast,
Lucaniae Gaio e suo figlio Lucaniae Lucky, pointer così grande
come sfortunato per la prematura scomparsa.
Nello stesso periodo nasceva da Gech di San Vitale e da
Haidèe del Sud, Edo dell'Azor campione assoluto, il più
grande riproduttore della storia del pointer in italia.
Prosegue poi con l'allevamento Clastidium di Francesco
Ravetta che erede di sangue Lucaniae, con l'importazione dalla
Danimarca di numerosi soggetti tra cui Bogas Tino ottenne, tra gli altri, Clastidium Islo e suo figlio Clastidium Mirco, autentici capirazza.
Sempre negli anni sessanta altri cani si distinsero sui terreni della grande cerca come Or del Cecina, Gip 14° e Sernos del Bocia.
Il primo pur non avendo una buona costruzione esibiva un eccellente galoppo e delle ferme
strepitose, il secondo, figlio di G.Wang de Valesia risaliva a Barnabè e Ora entrambi avi anche di Lucaniae Lucky, il terzo, trialer dal gran galoppo e dalla grande potenza olfattiva darà,
non da solo, vita all'allevamento del Vento di Giorgio
Guberti col quale la storia del pointer in Italia continua.
Nei cani "del Vento"
troviamo sapientemente mescolate le più prestigiose correnti di sangue: Islo, Sernos, Edo, Gwang, Lucaniae.
Da questa esplosiva miscela sono nati soggetti come Fauno, la sorella Fiesta e quindi Esperia
che hanno dato successivamente vita a innumerrevoli eccellenti pointers tra i quali però
una particolare menzione anche come razzatore spetta ad Asso.
Contemporaneamente, in un affascinante duello a distanza, in un altro allevamento quello della Cisa di Giuseppe della Torre, nasceva
Glenda da Islo e da Arlette del Guercio, figlia di Gwang e Lucaniae Mila. Dal successivo accoppiamento di Glenda
con Chim, figlio di Edo, nasceva una irripetibile cucciolata (Kempes,
Kandar, Kok, Kaè, Kilt) ed un nuovo filone che ha dato vita a
tanti eccellenti soggetti.
Ma la storia del pointer in Italia non è stata fatta solo da questi grandi allevatori ma
anche da un nutrito gruppo di appassionati (allevatori, proprietari, conduttori), che
sarebbe impossibile menzionare senza cadere in involontarie, quanto ingiuste dimenticanze.
Da questi sono stati prodotti e valorizzati soggetti, alle volte anche senza affisso, che
hanno contribuito e contribuiscono al miglioramento del pointer in Italia.

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