
BIOLOGIA 2
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Riproduzione
La riproduzione della beccaccia è influenzato da fattori esogeni (
allungamento dell'illuminazione diurna), ed endogeni (fattori ormonali, sviluppo delle
gonadi).
Il periodo legato alla nidificazione seppur dipendente dalle latitudini e altitudini,
varia dall'inizio di Febbraio ( Francia ) alla fine di Agosto. L'inizio della
nidificazione ritarda man mano che si procede verso nord ( Scandinavia ).
L'areale di riproduzione si estende dalle isole occidentali
atlantiche fino a quelle pacifiche del Giappone.
L'Italia si pone all'interno dei margini meridionali dell'area di nidificazione con
prevalenza nell'area alpina e prealpina.
Diversi casi di nidificazione si sono verificati nella regione appenninica del centro-
nord, ed un caso anche sulle montagne della Sila in provincia di Cosenza nel 1974. 
Nidi di Beccacce sono stati rinvenuti anche nella catena dell'Himalaya a quote superiori
ai 4000 m.
L'habitat della nidificazione è costituito da boschi ma anche di radure, su terreni
asciutti e al riparo da forti venti.
Il nido per lo più è una semplice depressione del terreno assai sguarnita; raramente è
più elaborato, ma sempre in armonia con la vegetazione circostante. Vengono adoperate
foglie secche, aghi di pino, rametti intrecciati, erbe, muschi e piume. Il numero
delle uova è mediamente di 4, deposte generalmente a cadenza giornaliera. Il colore delle
uova è variabile, generalmente di colore giallo-rossastro con macchioline che variano dal
grigio al bruno-avana con punteggiature lilla.
Il periodo di incubazione, a cui provvede la sola femmina è di circa 3 settimane, al
termine delle quali nascono i pulcini che essendo nidifugi, sono in grado dopo poche ore
di seguire la madre.
I pulcini alla nascita pesano tra i 15 e 20g , sono lunghi circa
10cm ed hanno il becco più corto del capo. Sono ricoperti di piumino di colore giallastro
percorso da 3 striature longitudinali, anche sul capo sono presenti delle bande simili a
quelle dell'adulto.(Spanò)
I piccoli iniziano a nutrirsi da soli dopo 3-4 giorni e crescono al ritmo di circa 8gr al
giorno, dopo circa 12 -13 giorni possono estrarre i lombrichi dal sottosuolo. A circa 40
giorni raggiunge il peso adulto, mentre a 30 giorni è già in grado di volare per buoni
tratti (Fraguglione, Marcström, Ostermeyer).
Le chioccia in quanto a cure parentali è una mamma molto
accorta. In caso di pericolo assume il tipico atteggiamento di animale ferito, trascinando
l'ala, ma ella cerca di incutere spavento arruffando le ali, aprendo la coda a ventaglio e
sbattendo le ali.
Il trasporto aereo dei pulcini è sicuramente tra i più misteriosi e affascinanti aspetti
della beccaccia. Pare che in caso di pericolo i pulcini vengano trasportati trattenuti tra
le zampe e il ventre e con l'ausilio del becco in luoghi più sicuri. 
La vita di coppia delle beccacce come riportata dal russo Iwanow, e
già osservata in studi precedenti, conferma che il maschio abbandona la femmina subito
dopo la deposizione dell'ultimo uovo.
I maschi a loro volta continuano i loro voli nuziali attirando, corteggiando e
accoppiandosi con altre femmine.
Sono proprio i voli nuziali che i francesi chiamano "croule", gli inglesi
"roding", e i tedeschi " balzflug" che caratterizzano il
periodo riproduttivo della beccaccia.
Il termine croule è stato adottato anche in Italia e rende l'idea del verso che il
maschio emette durante il volo (cru-cru). Questi voli sono appunto prerogativa dei soli
maschi che al crepuscolo nelle zone scelte e adatte alla riproduzione si impegnano su aree
varianti tra i 30 e 60 ettari con punte fino a 100 ettari alla ricerca della femmina da
conquistare e per mantenere un proprio territorio.
Studi abbastanza recenti effettuati da Hirons in Inghilterra hanno permesso, con
l'aiuto di dati telemetrici ottenuti con una trasmittente di piccolissime dimensioni
alloggiata sul dorso della beccaccia, di leggere più chiaramente questa caratteristica
così particolare della beccaccia.
Tali voli della durata media di 8 - 10 min. e per non più di 15 min. si ripetono anche 3
- 4 volte la sera ad altezze di 15 - 20 metri a velocità di 30 - 40 Km orari.
A tali voli fanno seguito le parate a terra dove il maschio si pavoneggia letteralmente
aprendo la coda a ruota tenendo in ben evidenza le punte bianche delle timoniere e tenendo
le ali basse. Dopo queste fasi di corteggiamento, se tutto va bene avviene
l'accoppiamento.

Migrazione
La beccaccia appartiene a quelle specie di uccelli che
sistematicamente in primavera ed in autunno compiono voli migratori alla ricerca di aree
favorevoli alla riproduzione e allo svernamento.
La migrazione della beccaccia avviene di norma di notte, anche se sono state avvistate in
pieno giorno (Garavini). Generalmente avviene in voli solitari o in piccoli gruppi di 4 -
6 soggetti, raramente in gruppi più grandi.
Le altezze e la velocità di volo varia molto a seconda delle condizioni metereologiche.
Califano riferisce di beccacce avvistate a quote di 2500 metri, mentre piú
ragionevolmente Garavini scrive di quote di poche centinaia di metri, ed in molti casi
solo a pochi metri dal terreno.
Riguardo la velocità le stime sono intorno ai 50 - 60 Km orari. Normalmente le beccacce
percorrono durante il volo migratorio distanze medie per notte intorno ai 300 Km
restando in volo circa 6 - 8 ore ( Garavini).
Le beccacce migrano generalmente da Nord-est in direzione Sud-ovest, anche se molto
dipende dalle zone di origine. In uno studio di Clausager del 1974 si evidenziava che la
maggioranza delle beccacce provenienti dalle aree scandinave, specialmente quelle
norvegesi, tendevano a spostarsi verso Ovest ovvero isole britanniche e Nord della
Francia. Mentre sono le beccacce dell'Europa occidentale e quelle orientali a seguire
direttrici migratorie con direzione a prevalenza Sud Sud-ovest. 
Studi recenti (Fadat in Francia, Clausager in Danimarca, Spanò
in Italia) hanno evidenziato che l'istinto migratorio è probabilmente maggiore nelle
femmine che nei maschi, questo per quanto riguarda la migrazione autunnale, in primavera
accadrebbe l'inverso.
Nella migrazione della beccaccia fattore di sicura evidenza è l'aspetto alimentare.
Infatti le condizioni dello stato superficiale del terreno lo sviluppo della microfauna di
cui si ciba, condizionano la permanenza della stessa in un determinato luogo. Essa infatti
condizionata come è dal suo lungo becco, soffre molto la presenza di rigidità climatiche
che le impediscono una corretta alimentazione (gelate).
Le masse di aria fredda tipiche della stagione autunnale rendono invivibili le latitudini
di riproduzione, portano però i venti giusti per favorire i voli migratori. Infatti sono
proprio i venti provenienti dai quadranti Est, Nord-est ad avere grande importanza per il
raggiungimento dell'areale di svernamento. Inversamente in primavera quando sono i venti
dai quadranti meridionali ad influenzare la risalita.
Sull'influenza delle fasi lunari i pareri sono stati spesso discordanti, ed anche se le
notti senza luna sembrano essere preferite, sicuramente non sono determinanti al fine
della migrazione.
Normalmente le beccacce evitano il mare aperto preferendo viaggiare lungo le coste, anche
se esso viene attraversato in più punti senza problemi.
Fondamentalmente sono i bruschi abbassamenti di temperatura sotto lo zero a creare le
condizioni ideali all'inizio degli spostamenti.
Ma la beccaccia non è solo uccello migratore, infatti ci sono contingenti di beccacce
sedentarie. Questo accade nelle isole britanniche, nel nord della Francia, nelle isole
atlantiche, ma anche nel Caucaso e in Ucraina.

Svernamento
Lo svernamento della beccaccia considerando l'aspetto sedentario
molto presente e la possibile presenza di inverni piuttosto miti, comprende un areale
molto vasto. Non considerando le beccacce stanziali delle Azzorre, Canarie e Madeira, lo
svernamento avviene nelle isole britanniche Irlanda compresa, in Francia e nella penisola
iberica. I contingenti che seguono tale direttrice migratoria possono giungere fino alle
coste nord africane (Tunisia - Marocco).
Lo svernamento della beccaccia interessa l'Italia come noto in misura nettamente maggiore
nelle regioni del centro- sud. Anche tale direttrice migratoria consentirebbe alle
beccacce di giungere fino alle coste nord africane. 
La beccaccia sverna anche nella penisola balcanica, in Grecia, in Turchia, sulle coste del
mar Nero e del mar di Marmara, in Iran, Afghanistan, fino all'Arabia Saudita. Spostandosi
più ad est in Romania, ed in tutta l'area meridionale dell'ex Unione Sovietica.
Altri quartieri di svernamento vanno dalla Mongolia fino alla penisola indiana, Pakistan,
Nepal, Tailandia, Indonesia, Malesia e le isole giapponesi. (Spanò)

 
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