| Notizie storiche
Il setter irlandese è il più elegante ed il più smagliante di
tutti i cani da ferma del mondo. Per la sua seducente bellezza è stato allevato e si
alleva da molti unicamente per le sue doti estetiche a detrimento delle sue capacità di
lavoro.
Malgrado ciò, è l'unica delle tre famiglie dei Setters che abbia conservato intatte le
forme e tipicità.
Nel 1800 i cinofili d'oltre Manica non erano d'accordo sul colore del mantello. In origine
era a macchie bianche diffuse in tutto il corpo e con il nero alle punte dei peli.
Alcuni allevatori compreso Laverlack asserivano che questa particolarità era sigillo di purezza, ma la
maggioranza degli allevatori irlandesi erano di parere contrario, e la discordanza
d'opinioni si protrasse a lungo.
Nel 1830 Sir Saint George
eliminó il bianco nei suoi cani, ma fino al 1860 il tricolore rimase ancora primo nel
favore del pubblico; poi venne l'era delle esposizioni e prevalse l'estetica e
l'originalità alle qualità ed il rosso integrale s'impose.
Dal 1860 dunque, l'irlandese deve essere di un solo, non più pezzato di bianco, non più
la punta dei peli neri ma un mantello unicolore di tinta rosso mogano dorato e brillante,
senza la minima traccia di nero e tollerata una piccola macchi bianca sul petto, e secondo
alcuni autori, anche sulla fronte e sulla dita.
Lo standard del setter irlandese fu redatto a Dublino nel 1885 ove fù confermato che il
colore del mantello deve essere unicolore.
Nei primi anni delle prove sul terreno, l'irlandese s'impose e trionfò nel 1876 nella Grenwood Stake del Tennessee in America del
Nord. Ma questo non gli risparmiò critiche; infatti sebbene le sue doti furono esaltate
da allevatori come Laverlack, Samat e Delor, si diffuse il concetto che il setter irlandese era un cane difficile da
dressare.
Molti allevatori di setter inglese tra cui lo stesso Laverlack
e Purcell Liewellin usarono gli irlandesi per rinsanguare e
migliorare i loro inglesi in decadenza.
anche il Duca di Gordon
ricorse agli irlandesi per aumentare la passione per la caccia ed alleggerire la
costruzione dei suoi cani.
Purtroppo la razza irlandese non ebbe la fortuna di avere un Laverlack, un Llewellin o un
Duca di gordon che si occupasse seriamente di essa e nella sua stessa patria fu trascurata
e negligentemente allevata, perchè mancarono probabilmente allevatori con fondate
conoscenze zootecniche, risorse finanziarie e soprattutto grande passione.
In Italia fu molto in voga alla fine del secolo scorso e ne primi anni del 900.
A quell'epoca erano molti che possedevano soggetti belli e bravi.
Primo fra tutti gli allevatori italiani è doveroso ricordare Ciro Matteucci titolare del canile Sport che importò il Campione Kirkland il più bel irlandese che
sia esistito e dalle doti venatorie veramente eccelse. In seguito importò anche il famoso
Palmerston de Gest, Belladonna, Queen e Kerry Princess.
Altri allevatori di irlandesi furono l'Ing. Ulisse
Bosisio, l'indimenticabile Presidente del Kennel club Italiano,
proprietario del canile Vertagus Ruber, il Marchese De Reali titolare del prefisso Red Silver, Giorgio
Mina, Callagno con l'allevamento di Of Pavia e l'allevamento del Castelluccio che ebbe grandi irlandesi
tra cui Diable Rouge del Castelluccio che vinse nel 1914 il Derby del Kennel Club a soli 13 mesi.
Il setter irlandese di quegli anni univa doti di lavoro e bellezza nelle forme, come per
esempio Fly del Comm. Nasturzio che ancora giovanissima si rivelò imbattibile in gare ed esposizioni. Da
ricordare anche Milka del Castelluccio che all'esposizione di Genova del 1914 fu dichiarata il miglior cane da
ferma in esposizione.
Arrivando ai giorni nostri, il setter irlandese dopo aver patito per la troppa bellezza
anni difficili, ha ritrovato in buone e sapienti mani un ottima ripresa di quelle
caratteristiche di lavoro che per troppi anni erano rimaste assopite.
Encomiabile il lavoro di alcuni allevatori italiani che hanno risollevato in pieno al
giusto rango il rosso irlandese. Citiamo solo esempio Francesco
Balducci affisso "di Sovigliana", Stefano Vitale Brovarone, Paradisi, gli allevamenti della Magna
Sila, delle Fiamme di San Vito, e diversi altri che con amore e
dedizione si dedicano all'allevamento e alla selezione del setter irlandese..

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