
Amici di Scolopax - Natura e Passione
"La gioia è più grande quando dei ricordi più belli ne possono gioire gli altri"
Il vecchio andava, appoggiandosi ad
un bastone fatto sui resti di un ornello sradicato dal vento, poco prima di iniziare a
battere il Vallin delle beccacce, dentro il bosco pieno di alberi di alto fusto, un
po invecchiati, anche perché da più di trenta anni non avevano subito il taglio. Mancavano due carbonaie ed una razzina, dove solitamente trovava le beccacce al pascolo, e quindi avrebbe raggiunto la spianata delle Bocchette, dove, dopo una rapida cacciata nei dintorni, si sarebbe riposato dalla dura scalata. Tom cacciava regolarmente ai fianchi del vallino, rovistando i pochi cespugli rimasti sotto gli alti alberi. Dalle piante filtravano dei decisi raggi di sole che illuminavano parzialmente lambiente e tale atmosfera gli faceva pensare a quando giovane e scattante aveva percorso quel tratto in pochi minuti; ma ,ora, vecchio e pieno di malanni, quel tratto gli comportava una gran fatica a cui sopperiva con la grande passione per la caccia alla beccaccia. Finalmente arrivò alla prima carbonaia e pensò: gamba, gamba come mi dai noia Dicendo questo si rivolgeva alla sua gamba sinistra che da molti anni ormai non si muoveva più con scioltezza. Era successo in guerra , una bomba e la sua gamba, prima tesa e muscolosa, era stata presa dalle schegge. Ora era semiinerte e magra. Sentì in lontananza un campano e poi due colpi di fucile,forse
avevano scovato la sua vecchia amica. Sperò che fosse stata padellata, non per avere poi
lui loccasione di fucilarla, ma per un senso di solidarietà verso lei stessa. Laveva conosciuta, durante una festa, in un paesino più a
monte del suo. Fu distolto dai suoi pensieri quando sul crinale dei Sassi, sopra
in alto alla carbonaia dove lui si trovava, vide passare sullo stradello un giovane,
Matteo, già suo allievo e con la stessa passione. Forse era stato lui a sparare. Matteo
aveva circa la stessa età di Mauro. Passarono alcuni minuti ,ma non successe niente. Tutto era come allinizio. Vi era un gran silenzio scandito dal bip-bip-bip del beeper. Il vecchio si avvicinò ancora di più al cane, che con gli occhi fuori delle orbite e con le gote come uno stantuffo, fissava in un punto del terreno dove volse subito lo sguardo lui stesso. Acquattata vicino ad un sasso sopra ad una borracina stava lei con
occhioni allargati, becco poggiato a terra e sguardo fisso sul cane. Fece due passi in avanti e si portò dietro al cane e lisciandolo lo fece mettere completamente a terra. Poi lentamente si portò vicino alla beccaccia che rassicurata si alzò lievemente da terra e con volo soffice sparì nel centro del bosco. Il vecchio seguì la traiettoria e si sentì invadere da un sentimento di felicità. Era riuscito a non sparare e far continuare a vivere quel piccolo essere così da dargli la possibilità di accoppiarsi e fare una sua famigliola. Continuò a salire con più ardore e quando arrivò sulla spianata delle Bocchette, si sedette su di un sasso e riscaldato dal sole sulla faccia, con lo sguardo verso il mare, le isole, il cielo, e si addormentò felice e sereno come non era stato da tanto tempo.
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