
Amici di Scolopax - Natura e Passione
"La gioia è più grande quando dei ricordi più belli ne possono gioire gli altri"
Lo sguardo dell'irriducibile romantico corre perforando come
fossero strutture invisibili i manufatti abusivi che nascondono le antiche terre sommerse
immote padrone da Malpasso a Sperlonga. Tradizionalmente ci fermiamo a fare il pieno di zuccheri al bar
Moderno, dove il vecchio proprietario ci prende in giro per l'ora tarda, lui, abituato ai
cacciatori di botte, ai tordari ci scambiava per nembrotti di città, poco avezzi alle
levatacce... lasciamoglielo credere, con queste buone bombe immerse nel cappuccino la
polemica non va d'accordo. Una volta il sottoscritto, Giacomo, che dei tre è il più vecchio di età e di caccia, saliva dal fondo valle a piedi, ma oggi complice una strada sterrata, residuo di un recente taglio del bosco, che sale fino a quota 700, si può lasciare la macchina a ridosso di un rifugio, dal quale si prosegue a piedi fino allo spartiacque del monte a circa 900 m. dove, tra il residuo del ceduo, e la macchia di carpino, inizia la cacciata. Chi mi ha portato per la prima volta su questa montagna, c'è arrivato a sua volta accompagnato da un appassionato che qui cacciava le starne e che accidentalmente, in una giornata di tarda stagione, incontrò la regina. Infatti sulla cima dei numerosi canaloni sono ancora visibili le
tracce lasciate dall'uomo nella secolare lotta per strappare alla montagna terreno da
coltivare a terrazza ed i muretti a secco, fatica ed onore di numerose generazioni,
giacciono dimenticati quasi a testimonianza di una storia che non vogliamo più appartenga
a questa ricca nazionale. Ed ecco che i campani delle nostre giovani bracche ci portano
alla realtà; Tosca sembra titubante di fronte ad un cespuglio di rose canine, ma è in
ferma e la beccaccia si prende gioco di lei volando come una pizzarda tra i lecci, rubando
due frenetiche botte che ingenuamente le invio. Niente da fare, al pulito vola verso l'alto e questo mi dice che
è appena arrivata, infatti solo raramente, le beccacce d'entrata alle prime levate
sprofondano nei canaloni, lo faranno certo, quando smaliziate, punteranno verso il basso
alla ricerca di recessi sicuri. Continuiamo a cacciare e mentre ci allontaniamo la solita immensa malinconia mi pervade pensando a quel luogo ora silente e tragicamente vuoto e mi ritornano in mente le parole del pescatore ne "Il vecchio ed il mare""Ora che ho ucciso il mio fratello pesce inizia il mio lavoro di schiavo", ma poi penso che lo stesso angolo di bosco sarà abitato presto da un'altra beccaccia, e così continuerà l'eterno gioco della vita e della morte di cui non siamo nè i giudici nè i carnefici ma solo attori della scena e così come la sorte delle starne è legata al contadino, quella della nostra passione è legata alla mitica arciera e tristi spettatori della fine della palude, ci gloriamo ancora della montagna e dei suoi tesori.
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