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"La gioia č pių grande quando dei ricordi pių belli ne possono gioire gli altri"
E
come l’amore che si cerca e s’insegue per aspri sentieri
e valli incantate
così lei…Tra rocce e felci,tra albe fatate e tramonti infuocati,con l’aiuto del fido amico a cercare la magia di un momento,un momento così unico che una strana gelosia ci impedisce talvolta di condividerlo con altri e nonostante le nostre attenzioni a volte ce lo si lascia dietro,altre ci si passa affianco senza riuscire a goderne.Ma quella mattina Asia sembrava sapesse che la regina ci fosse. Piccola,perfetta nel quadrato,figlia d’arte di gran sangue e gran passione,la bretoncina,leggera e veloce si muoveva nell’intrigo di quel sottobosco cercando la reale essenza che al rientro dal banchetto notturno,come la scarpetta per cenerentola,lei si era lasciata dietro.Da li a poco una brusca ferma,la testa alta a cercare il punto,le labbra sotto l’umido naso si mossero lente,sembrò quasi valesse gustare l’ aria.Non feci in tempo a realizzare che il frullo ruppe il silenzio,non riuscii nemmeno a vederla.Al rumore la cagnetta riprese a muoversi,rastrellò tra le foglie umide,respirando fortemente,al punto di farsi sentire a non pochi metri di distanza,poi si fece vedere,ma giusto un attimo,e disparì nel folto tra corbezzoli e mirti,tra esili sugheri e muri a secco. E fu proprio alla fine del giovane sughereto poco prima di una breve radura che qualcosa che veleggiava nell’aria fredda colse la sua attenzione,il passo divenne più lento,pochi dettagli nel sottobosco più rado,poi una lunga guidata,piccoli passi con il collo proteso in avanti,movimenti lenti ed eleganti a tratti felini.Uno sguardo a cercare nei miei gesti un consenso.La complicità di un momento,lei il naso,io il braccio. S’arrestò di fronte ad un arbusto poco più alto di lei,spoglio ed irto cresciuto tra due rocce che il muschio aveva reso verdi e scivolose. La posizione favorevole avrebbe dovuto darmi quella sicurezza che porta a non forzare gli eventi ma come in amore a volte quell’ ansia del voler realizzare il sogno nel minor tempo possibile ti porta a cercar di bruciar le tappe,a stringere i tempi. Se solo avessi lasciato alla calma le mie azioni. Forse bastarono quei pochi passi in più a renderle salva la vita. E come molte delle cose che più si desiderano,a volte basta poco per farsele sfuggire sotto i piedi,e così la bella farfalla,a causa di una mossa insensata,bruciò il mio scacco alla regina. Un secco colpo d’ali e con uno scaltro movimento si allontanò da me. E come per l’amore perduto fu inutile alzare le braccia ed allungarle verso di lei e quello che pochi secondi prima poteva sembrare un finale scontato si trasformò in un sogno perduto. La sua sagoma riapparve in lontananza,il suo volo sembrò più leggero che mai e lo sguardo l’accompagnò per parecchio nella speranza di vederla fermare,ma come accade nella vita di tutti i giorni a volte le possibilità più belle le bruciamo in una sola mossa e ne le preghiere ne le imprecazioni servono a fermare l’inesorabile volo o tanto meno a riportarci indietro nel tempo per non farci commettere banali errori. E così anche lei come Barbara svanì come un sogno,tra delicati odori di bosco che come quelli che poche donne lasciano tra le nostre lenzuola entrano in noi e rimangono impressi a fuoco nella memoria e il tempo non riesce a portar via…ma quella,è un’altra storia!
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