
"L'amore per lo studio è parente della Saggezza"
L'inanellamento della Beccaccia a scopo di
Studio e Gestione: Le esperienze francesi e la missione in Italia
Di: Charles Fadat - François Gossmann -
Sivio Spanò
Introduzione
 A partire dal 1983 i tecnici dell'office National de la
Chasse francese hanno messo a punto un metodo di cattura notturna, molto efficace, già
adottato con varianti per la beccaccia americana, che consiste nell'uso di un retino con
un lungo manico (almeno 5 metri), e di un faro portatile. La ricerca viene effettuata
nelle rimesse notturne, normalmente prati con erba rasata e pascolati. La scelta di tale
zone è da attribuire alla maggiore disponibiltà alimentare: circa 2200 Kg di lombrichi
per ettaro, contro i 38 Kg/ha riscontrati nelle colture cerealicole. Con questa tecnica si
è potuto inanellare tra il 1983 e il 1991 circa 5000 beccacce. Tale tecnica è stata
adottata anche da altri paesi europei, tra cui anche l'Italia come
vedremo in seguito.
FRANCIA
Nella
stagione 1991-92 le catture si sono svolte in 37 dipartimenti grazie alla collaborazione
di 115 titolari di permesso di inanellamento.
Sono state inanellate 982 beccacce, con una crescita costante dal 1983-84 ad oggi, per un
totale di circa 5.000 uccelli marcati.
Su un totale di 765 uscite si sono incontrate 4.112 beccacce ( circa 5,4 per uscita ),
risultato comparabile alle medie degli anni precedenti, come simile è stato il il tasso
di cattura rispetto agli uccelli visti (ca. 25%). Sono state inanellate 982 beccacce.
Il 44% delle beccacce è stato inanellato in ottobre-novembre, con graduale diminuzione da
dicembre in avanti.
Durante le operazioni di inanellamento sono state riprese 78 beccacce già inanellate, di
cui 49 nel corso della stessa stagione e 29 nelle annate precedenti.
In tale stagione i cacciatori francesi hanno ripreso e segnalato 233 beccacce inanellate,
di cui 141 marcate nello stesso periodo ( "riprese dirette" ) e 92 marcate nelle
annate precedenti.
Delle beccacce inanellate in Francia ben 22 è avvenuta in Russia, Bielo-Russia, Estonia e
Lettonia. Ciò dimostra la grande importanza che hanno queste regioni come area di
riproduzione delle beccacce svernanti in Francia.
Dato interessante: una beccaccia inanellata nel Morbihan ( Francia nord-occidentale ) è
stata ripresa al di là degli Urali a ben 4.040 Km di distanza in linea retta!
Le riprese "dirette" ( nello stesso anno ) dimostrano che la maggioranza di esse
è avvenuta ad una distanza media di 20 Km ( 86,5%), e solo il 5% a più di 100 Km.
Se non si tiene conto di questa piccola percentuale, la distanza media cade a ca. 6,7 Km.
Il tempo di ripresa medio trascorso tra l'inanellamento e la ripresa è stato di 26,8
giorni, ma ben il 55% di tali riprese è avvenuta tra 1 e 20 giorni. Tale dato è
verosimilmente da attribuire alla pressione venatoria.
NORVEGIA
Le
catture sono datate al periodo 17-30 Ottobre 1987, e 19 Ottobre - 4 Novembre 1988 ed
effettuate nei pressi di Stavanger ( nel Sud-Ovest del Paese ).
Le località migliori per le catture notturne sono, al solito, le praterie permanenti,
soprattutto quelle poste al di sopra del limite della vegetazione arborea o, più
generalmente quelle di altopiano.
Sono state inanellate 207 beccacce in un periodo di alta intensità migratoria. I giovani
erano il 68% di cui il 53% tardivi, ciò che conferma l'alta percentuale di uccelli nati
da covate tardive nelle popolazioni scandinave.
Il peso medio intorno a 350 g. è correlato all'accumulo di grasso pre-migratorio.
FINLANDIA
La
missione si è svolta tra il 4 - 12 Ottobre 1989 lungo le coste Sud-occidentali.
Qui il protrarsi di un clima mite ha impedito l'osservazione di forrti movimenti
migratori, ed inoltre sono risultati rari i terreni idonei all cattura notturna, mentre
numerosi e sparsi un pò ovunque gli habitat diurni ottimali.
È stata inanellata solo 1 beccaccia su un totale di 3 incontri durante i sopralluoghi
notturni.
All'aspetto serale ne sono state viste solo 4.
D'altra parte le beccacce prima della migrazione tenderebbero a concentrarsi in aree
ricche di lombrichi per accumulare energie, e le poche praterie finlandesi sono anche
povere di questa pastura ( 11,1 g./m² ) e così anche i boschi ( 12,1 g./m² ).
Cosa opposta invece si verifica in Svezia dove sulle coste si hanno biomasse di lombrichi
6-8 volte maggiori ( 60 g./m² nelle praterie, e 80g./m² nei boschi misti).
Quindi le migrazioni porterebbero le beccacce finlandesi nella Svezia meridionale.
SVEZIA
Questa
missione si è svolta nell'isola di Öland ( Sud-Est del Paese ) presso una delle due
principali stazioni di inanellamento svedesi tra il 22 Ottobre e il 7 Novembre 1990.
In due sole notti di passo intenso ( 28 - 29 Ottobre ) sono state inanellate 41 beccacce.
Risultato notevole visto che il numero medio di inanellamenti annuali in Svezia è di 20,
e che dal 1946 in questa località in autunno ne erano state inanellate a tale data solo
39.
I dati provenienti da tale stazione potrebbero diventare interessanti per stabilire dati
sull'origine degli uccelli che transitano in queste zone, sul tasso di sopravvivenza
post-giovanile, sui tempi di ripresa nell'Europa meridionale, sulla loro distribuzione
annuale nei siti di svernamento a seconda dell'andamento climatico.
RUSSIA, ESTONIA, LETTONIA
Qui la
foresta è l'elemento principale del paesaggio delle regioni visitate e la maggior parte
dei siti visitati si trovano in zone di bosco misto, dove sono dominanti l'abete e la
betulla. Lo strato arbustivo è molto sviluppato e le caratteristiche "umide"
molto marcate. Le aree aperte sono vaste praterie permanenti, con pascolo estensivo di
numerosi bovini e poco o punto drenate, di cui la forte umidità del terreno. Nelle aree
di più difficile accesso si nota già il ritorno dell'incolto per l'abbandono
dell'agricoltura.
Sono state trovate beccacce in tutte le praterie idonee in zona di foresta mista (circa 10
uccelli/notte) e comunque le più forti densità sono ste rilevate attorno a boschi di
betulle dominante. In 16 uscite sono stati visti 153 uccelli e inanellati 38 ( ca. 25% ).
La constatazione dell'omogeneità dell'ambiente favorevole per centinaia di chilometri fa
intuire che i ilioni di ettari russi fino agli Urali possono raccogliere in periodo
riproduttivo dieci volte tante beccacce di quelle accoglibili in Svezia. Poichè si sa che
50 contatti alla croule in una sola sera, nello stesso sito, non sono rari.
La migrazione autunnale sembra avvenire su largo frontee, nella regione di Pskov, si
notano momenti di passo intenso nella prima settimana di ottobre,quindi un pò più
precocemente che nella Penisola Scandinava. Curiosamente una beccaccia inanellata in
Norvegia è stata ripresa il 9 Maggio 1989 vicino San Pietroburgo, come se esistesse un
flusso migratorio che provenendo dalla Russia, attraversasse la Scandinavia, diminuendo
così l'importanza quantitativa della frazione di beccacce esclusivamente scandinave.
Le regioni con forti densità di beccacce sono diverse da quelle norvegesi o svedesi dove
gli uccelli si fermano sul litorale solo per qualche giorno (a fine Ottobre - inizio
Novembre ). Qualcosa di analogo si riscontra nell'area di Kaliningrad, sul Baltico, mentre
nelle altre zone studiate, più continentali, si verificherebbero periodi di permanenza
pre-migratoria.
Le riprese di beccacce inanellate nell'ex URSS, in particolare nella fascia baltica, dal
1928 al 1979 indicano che le aree di svernamento di queste popolazioni si estendono
dall'Irlanda all'Italia meridionale, con un massimo registrato in Francia.
Al 1992 le riprese nell'ex URSS occidentale di beccacce inanellate nella Francia
nord-ovest sono 37 e si distribuiscono indicativamente nella zona a bosco misto, nei
pressi degli agglomerati urbani. Questo numero elevato di riprese ( praticamente tutte in
primavera ), paragonate alle 6 avvenute in Svezia, conferma che Russia e Paesi Baltici
sono le principali regioni di riproduzione delle beccacce svernanti in Francia.
In Estonia la ripresa più precoce è del 26 Marzo, in Russia del 27 Marzo, tutte le altre
si sono verificate in Aprile.
Dalla missione nell'ex URRS si è tratta la convinzione che questi Paesi rappresentino la
"regione-chiave" nella gestione internazionale della beccaccia, visto che la
maggior parte della popolazione europea della specie qui si riproduce formando il
"grosso" degli uccelli potenzialmente svernanti.
È ancora da dimostrare che la beccaccia, come altri limicoli, si concentri in determinate
aree prima di migrare in autunno. Se ciò avvenisse l'inanellamento e la stima
dell'age-ratio in questi siti sarebbe basilare per la gestione venatoria della specie
stessa. Infatti si potrebbe tentare già un bilancio quali-quantitativo della stagione
riproduttiva prima dei prelievi autunno invernali nei nostri Paesi centro-meridionali e
quindi proporre un piano di abbattimento in sintonia con la riproduzione annuale.
Missione
di inanellamento in Italia
La missione si è svolta
nei giorni 15 - 24 Gennaio 1993 nella Tenuta presidenziale di Castelporziano ( Roma ).
Presenti oltre al Direttore della Tenuta Dott. C. Emiliani, il Presidente del Club della
Beccaccia Prof. Silvio Spanò, il Prof. C. Fadat in rappresentanza dell'Office de la
Chasse francese. Hanno partecipto il Sig. E. Borgo, prepararore del Museo Civico di Storia
naturale di Genova, e i Sigg. P. Ruda e G. Landucci, guardiacaccia della Tenuta,
inanellatori autorizzati dall'Istituto Nazionale della fauna selvatica di Bologna.
La Tenuta, di ca. 5000 ettari, si estende nella piana alluvionale
del corso inferiore del Tevere, tra Roma e Ostia.
Il suolo è costituito da sabbie limonitiche, interrotte nella parte nord da colate di
basalti. Dal punto di vista floristico sono presenti un querceto climacico di tipo
mediterraneo ove dominano sughere e lecci; il sottobosco è costituito dalle specie
caratteristiche di questa associazione ( cisti, eriche, filliree ). Quest'aspetto ricopre
la maggior parte della tenuta, fatto molto positivo per la sosta diurna della beccaccia.
Presenti diverse estensioni coltivate a cereali o foraggere e praterie permanenti per
alcune centinaia di ettari.
Le densità riscontrate possono essere definite molto elevate,
anche in considerazione delle favorevoli condizioni climatiche, alla qualità e alla
estensione degli habitats diurni e, soprattutto allo stato di area protetta.
Il tasso di cattura, rispetto alle beccacce incontrate, pari al 25% può tuttavia apparire
scarso se si considera la totale assenza di disturbo che le beccacce hanno goduto nelle
settimane precedenti.
In certi casi la grande concentrazione di beccacce su aree ristrette era causa della fuga
di molte in seguito alla cattura o al semolice involo di una di esse. Una di queste
concentrazioni si è avuta in un campo ove l'erba era molto alta e limitava il campo
visivo dell'inanellatore.
Le praterie frequentate presentavano un tappeto vegetale molto raso e di altezza di ca. 5
cm., e altre aree al contrario, erano coperte di erbe molto alte, ( fino a 50 cm ) e
dense.
Le beccacce erano presenti, a volte in notevoli aggregati, in entrambi detti ambienti.
Nei 5 giorni di ricerca sono state viste all'aspetto 117 beccacce,
nella notte sono state avvistate complessivamente 226 beccacce,
per un totale di catture di 57 uccelli, pari al 25%.
La percentuale di adulti è stata del 44% .
La proporzione dei giovani tardivi ( con muta incompleta delle copritrici secondarie
superiori ) è risultata del 50% in proporzione ai giovani precoci ( con muta terminata ).
Il peso medio dei giovani era di 304,8 g. e quello degli adulti di 319,7 g. .
Come nota finale c'è da annotare che il lavoro degli inanellatori
è continuato anche dopo la chiusura ufficiale della missione. Fino al 16 Marzo 1993 sono
state catturate ulteriori 40 beccacce portando il totale a 97.
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